Pellegrinaggi
    Eventi
      Contatti
      Cerveno
      Chiesa
      Santuario

      Stazioni IV, V, VI, VII

      La quarta stazione rappresenta Gesù che incontra la sua SS. Madre. Fu accordata dal Simoni il 1 agosto 1757 insieme con la V, la VI, la VII “di darle terminate entro due anni”, con l'obbligo per i presidenti della Via Crucis di pagarle in quattro rate fisse e “di dargli la casa senza affitto, mantenergli la legna per suo uso, e dargli tutto il materiale per le statue di maestranza per quelle di stucco tutto secondo il solito”.

      Tutto il complesso delle statue risultò: venti di legno, ventisei di stucco di rilievo intero e trenta di stucco di basso rilievo. Il tutto per un import o complessivo di L. 4418.

      La quinta stazione rappresenta Gesù aiutato dal Cireneo a portare la Croce.

      La sesta stazione rappresenta Gesù asciugato dalla Veronica. La settima stazione rappresenta Gesù che cade per la seconda volta sotto la croce.

      Nel 1770 don Gualeni venne promosso Arcipretete di Edolomu, suscitando qualche apprensione presso la popolazione di Cerveno sul compimento del Santuario.

      Il 26 luglio 1761 faceva il suo ingresso in parrocchia don Bartolomeo Bressanelli da Sellero, dottore in teologia, il quale con rinnovato impegno continuò il lavoro per il Santuario dei suoi predecessori.

      Per accelerarlo il 1 novembre 1763 scrisse ai fratelli Fantoni di Rovetta, Francesco e Donato, una lettera assai interessante non solo per le cappelle ma per tutte le opere fantoniane della chiesa parrocchiale.

      Eccone il testo: “Questa mia chiesa parrocchiale è in possesso della virtù degli egregi Fantoni di Rovetta per tutte le fatture in essa, ancona, tabernacoli, parapetti, con di più le statue della Concezione e sepolcro. Era intenzione di questo pubblico che essi facessero anche le statue della Via Crucis, anzi vi è fondamento che in tempo del parroco Bellotti avessero con essi trattato. L'accidente è che sotto il parroco Gualeni, mio antecessore, è capitato qui in Cerveno uno scultore bressano, quale con la famiglia ha abitato qui più di otto anni ed a questo fu accordato l'opera quale da lui è stata fatta quasi tutta, con figure parte di stucco, di gesso e parte di legno, ma mi restano da fare ancora due cappelle e tre figure in legno. Detto scultore ora non è in caso di determinare detta nostra fabbrica e perciò facevamo ricorso alla virtù dei sigg. Fantoni sicuri per l'antico merito che ha questa nostra chiesa con essi e loro antico possesso per le fatture della medesima che ben volentieri vorranno accettare l'invito e dare a questo pubblico il contento di ben presto di dare compita l'opera. Loro sono pregati di questa grazia e dell'esibitar la presente che uno dei presidenti saranno informati. Atenderò la onorevole risposta e con tutta stima ho il piacere di professarmi di cuore aff. servo d. Bartolomeo Bressanelli”.

      L’invito fu accettato e il 13 dello stesso mese, il parroco don Bressanelli in persona si recava a Rovetta dai fratelli Francesco Donato e Grazioso Fantoni per accordarsi direttamente con essi, che hanno stipulato “Di far a loro spese, dandoli però casa di abitazioni con l’imobili necessari letto e legna e colori, le statue delle due e rimanente della terza cappella della Via Crucis, quali rappresentano: la I le donne piangenti, la II la terza caduta; la III quando è spogliato e abbeverato, nel prezzo di lire 113, le statue di legno poste in opera e quelle di stucco a tutto rilievo L. 53 per statua e quelle di basso rilievo intiere in L. 26 ed occorrendo qualche testa, resta accordata a proporzione dell’opera, mantenendo però il mastrio da molta, manovale e materiale, giusto l’accordio del Sig. Simoni, e queste devono essere stabilite e poste per tutto l’anno 1765, e dar l’opera compita, obbligandosi a pagarli detta opera per tutto l’anno 1767, somministrandogli però a conti l’occorrente in tempo che lavorano in detta opera ed essendo l’opera di gradimento al pubblico, possa il rev. Parroco dar alli detti Fantoni quello che parerà alla di lui cognizione di più dell’accordato, come sopra”.

      La mano diversa la si nota subito, infatti, osservando bene la faccia del Cristo della VIII e IX stazione, ben diversa dalle altre.

      Il registro dei conti annota: “ quali statue sono nella cappella principiata della terza caduta; il 12 luglio 1764 per le statue di stucco di rilievo e bassorilievo in tutte n. 12 compresi li cavalli nella cappella dove Gesù è spogliato ed abbeverato oggi terminate, vi resta di colorarle importano per accordio fatto li 13 maggio 1765 L. 370; li 31 maggio per le 10 statue di legno, 5 per cappella, nelle cappelle della terza caduta e nella cappella dove Gesù è spogliato ed abbeverato a L. 113 per statua come da scrittura fanno L. 1130”. In data 4 gennaio 1764 “Pagati al sig. Simoni Beniamino per le statue di stucco principiate nella cappella delle donne piangenti ed altre tre statue principiate nelle altre due cappelle in tutto L. 44. Pagati alli sig. Fantoni di Rovetta scultori per terminare la fabbrica, come al suo libretto foi 13 L. 61”.