Ora percorriamo il santuario soffermandoci ad ogni stazione.
La prima stazione rappresenta Gesù condannato a morte da Pilato, che siede in trono per rimarcare la solennità della condanna. Alcuni pensano che invece di Pilato si tratti del sommo sacerdote Caifa, assistito dagli scribi e dai farisei che mostrano il rotolo della legge ebraica riguardante il processo e la decisione presa dall'assemblea plenaria del Sinedrio in rapporto alla condanna di Gesù.
Il gruppo è formato da: 17 statue di legno “d'accordio lire 113 l'una”, che fanno un totale di 798; 4 di stucco di rilievo intero “d'accordio lire 53 l'una”, per un totale di lire 512; 9 di stucco di basso rilievo “d'accordio lire 26”, che danno un totale di lire 78.
Sono le prime statue che certo eseguì il Simoni, in quanto il 16 febbraio 1753 dovette pulirle e ridipingerle di nuovo, per cui chiese lire 10; operazione che si rese necessaria forse perchè le statue rimasero esposte al pubblico a dimostrazione della capacità e valentia dello scultore, e quindi si sporcarono e stinsero.
La decorazione della prima cappella fu opera del pittore Corbellini, che dipinse anche altre dieci cappelle: la II, la III, la IV, la V, la VI, la VII, la X, la XI, la XII e la XIII, per un compenso complessivo di 233 lire.
La seconda stazione o cappella rappresenta Gesù cui viene caricato la croce sulle spalle. Fu accordata con la terza dal Simoni con in presidenti della Fabbrica della Via Crucis il 22 settembre 1755 “nel prezzo delle altre entro settembre venturo del 1756”. Sono dieci statue di legno, nove di stucco di rilievo intero, cinque di stucco di basso rilievo. Il 15 agosto 1757 si ha la nota del pagamento al Simoni “siccome danno in tutte lire 1767”.
La terza stazione rappresenta Gesù che cade a terra la prima volta sotto il peso della croce.
E' durante la lavorazione delle statue di queste stazioni che giunse dalla Cura Vescovile di Brescia il Decreto di erezione e fondazione della Via Crucis di Cerveno.
Ricordiamo pure che nel corso del 1757 il Simoni tracciò anche il disegno della porta d'ingresso alle cappelle e fece anche gli ornati di essa. Una nota dei mastri ricorda: “Pagati a mr. Gio. Bombarda em. Bartolomeo Capelino per le giornate a far la porta della Via Crucis L. 295,5; pagati al mo. Muratore e manovale L. 173; pagati per le assi de la porta di nose et paghera L. 59; per aver pagato al signor Pezzucchi per le invetriate L. 135; in più quello dato al Simoni messo nel conto di sue fatture”.